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April 21 Johnny Depp sarà Freddie Mercury in un film
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Un nuovo stadio da 20 mila posti, un nuovo palasport da 5 mila spettatori, un mini-parco divertimenti, centro fitness e benessere, strutture ricettive e commerciali, parcheggio, viabilità e bus navetta. L’addio al Menti è iniziato ieri a palazzo Trissino, dove il sindaco Enrico Hüllweck e l’assessore all’Urbanistica Marco Zocca hanno incontrato una delegazione del Vicenza calcio guidata dal presidente Sergio Cassingena, concordando il percorso che darà vita alla cittadella sportiva di Vicenza Est, sotto il cavalcavia di Ca’ Balbi.
C’erano anche i giocatori del Vicenza 1992-95, dal doge Civeriati a Gasparini, sono loro che hanno lanciato “il guanto di sfida” ai vincitori della Coppa in una partita in cui c’è stato spazio anche per le corse dei bambini sul terreno, i figli di Ambrosetti e Lopez per esempio.
C’erano il diesse Sergio Vignoni e il direttore di gestione Paolo Bedin in rappresentanza del Vicenza Calcio, dirigenti che c’erano anche nel ’97, come Sergio Gasparin, l’ex direttore generale del club biancorosso.
Ma soprattutto c’era una bella riproduzione della Coppa Italia che hanno fatto realizzare i giocatori appositamente pe ril loro presidente Pieraldo Dalle Carbonare, che quel 29 maggio 1997 non aveva potuto alzarla al cielo perché travolto da vicissitudini che ormai appartegono al passato.
Alla fine della partita la Coppa gli è stata consegnata e Dalle Carbonare ha potuto avere dieci anni dopo la gioia di festeggiare con i suoi (ex) ragazzi quel successo straordinario. Sulla riproduzione della Coppa anche le firme di tutti i protagonisti di quella finale che ha segnato il punto più alto, insieme alla semifinale di Coppa delle Coppe, della più che centenaria storia del Vicenza.
C’erano anche i tecnici, Renzo Ulivieri ed Ernesto Galli che ha sostituito Francesco Guidolin, impegnato in panchina con il Palermo a Udine. E la partita che vi raccontiamo è stata ricca di episodi divertenti, come ogni festa che si rispetti.
Roby Murgita segna di testa, capitan Lopez alza la coppa al cielo. Da spaccacuore. Da sembrare vero. Il tempo può cambiare alcune cose. Altre, invece restano. E resta l’impresa compiuta dal Vicenza 10 anni fa. Resta perchè è bella, perchè è grande, perchè è immensa. E resta anche perchè qualcuno ha pensato, in qualche modo, di "rivisitarla". Ieri pomeriggio, al Menti, si sono affrontante due formazioni di ex biancorossi. Da una parte c’erano i vincitori della Coppa Italia, guidati da Ernesto Galli. Dall’altra c’erano invece alcuni ex che hanno indossato la maglia biancorossa nel periodo compreso tra il 1992 e il 1995. Dirige Bazzoli di Merano: trenta minuti per tempo, un’emozione al secondo.
Pioggia. L’idea, come è noto, è venuta a Mimmo di Carlo e a Fabio Viviani, che l’hanno realizzata attraverso la DiVi Sport. C’erano tutti. Anzi, ce n’era uno in più. Il presidente, Pieraldo Dalle Carbonare. Dieci anni fa, alle prese con ben altri problemi (era in carcere), non aveva potuto stringere tra le mani la coppa. Ieri ha alzato al cielo una riproduzione perfetta. Una gioia nella gioia. Un altro piccolo miracolo di questa iniziativa, che ha preso il nome di "trofeo Banca Popolare di Vicenza". Il miracolo, invece, non c’è stato in relazione alle condizioni meteorologiche. Tempo di cani, piogge abbondanti per tutta la prima parte del pomeriggio. Tutto questo ha evidentemente contribuito a tenere a casa un buon numero di tifosi. In prevendita erano stati acquistati 2.500 biglietti e ieri, a occhio e croce, i tifosi presenti non erano molti di più. La tribuna era quasi piena e poi c’erano un po’ di ultras in tribuna. Peccato, anche perché tutto il ricavato dell’iniziativa è andato in beneficenza (al gruppo Ninos, all’associazione italiana progeria Sammy Basso e alla famiglia di Diego Murari, ex portiere colpito da una malattia rara.
Neri & biancorossi. Chi c’era, comunque, s’è divertito. E ha rivissuto emozioni indimenticabili. Si comincia. Gli eroi di Coppa indossano una maglia biancorossa disegnata da Fabio Viviani, gli altri sono vestiti di nero. Giocatori, tecnici e dirigenti entrano in campo uno alla volta. E ogni annuncio è un’ovazione. La squadra del 29 maggio è proprio identica a quella inizialmente schierata in quella notta magica: 4-4-2 con Brivio tra i pali, Viviani, Sartor, Lopez e Beghetto in difesa, Gentilini, Di Carlo, Maini e Ambrosetti in mezzo al campo, Cornacchini e Murgita in attacco. A disposizione (poi in campo entreranno un po’ tutti) ci sono Mondini, Belotti, Maurizio Rossi, D’Ignazio, Iannuzzi e Otero. Gli altri biancorossi rispondono con un altro 4-4-2: in porta c’è Sterchele (l’unico che ancor oggi veste la maglia del Vicenza), la difesa è composta da Ferrarese, Frascella, Albarello e Dal Canto, a centrocampo ci sono Lombardini, Valoti, Perrella e Civeriati mentre in attacco trovano spazio Cecchini e Gasparini. La squadra si completa con Bellato, Mastrantonio, Masitto, Fattori e Zironelli.
La partita. Si comincia con gli altoparlanti che diffondono le note dei Carmina Burana. Sono brividi, così come quando Dalle Carbonare consegna la fascia di capitano a Lopez. C’è emozione, ma c’è anche voglia di scherzare. D’Ignazio e Otero, per dirne una, effettuano il riscaldamento con la cyclette. In campo la partita (commentata da Luca Ancetti) è godibile, anche se giocata a ritmi inevitabilmente blandi. Al 22’ Cecchini, con un colpo di testa in area, porta in vantaggio i biancorossi di Ulivieri. Il pareggio arriva cinque minuti dopo in maniera a dir poco rocambolesca: tuffo e colpo di tacco (quasi da scorpione) di Gentilini. Nella ripresa si segnala un siparietto da calcio "vero", con Di Carlo che per due volte entra in maniera rude su Civeriati. L’arbitro lo ammonisce e il tecnico del Mantova prende il microfono e accusa il Doge: «Non cambi mai, ti lamenti sempre». Al 28’ colpo di testa in area di Murgita e gol del 2-1. Il Vicenza rivince la Coppa.
La festa. Il finale è di quelli che non si dimenticano. Tutti i giocatori si tuffano sotto la Curva, poi ci sono le premiazioni. Le note di “We are the champions” mettono i brividi. Si può alzare la Coppa. E finalmente lo può fare anche Dalle Carbonare.
Mauro Zironelli: «Abbiamo dato il giusto tributo a un gruppo di giocatori che ha fatto qualcosa di eccezionale. Da vicentino, poi, rendo omaggio doppiamente a chi ha compiuto questa impresa. Personalmente provo immenso piacere per il fatto che finalmente Pieraldo Dalle Carbonare è riuscito ad alzare la Coppa. La finale di 10 anni fa? Non l’ho vista dal vivo: giocavo nel Venezia e già allora... Zamparini ci faceva spesso andare in ritiro. Ho fatto il tifo davanti alla televisione».
Nando Gasparini: «Che bello! Quando succedono cose come queste vorresti tornare indietro nel tempo. Purtroppo non è possibile, ma va bene così. Sono molto contento di essere tornato in questo stadio, con questi tifosi che mi hanno sempre sostenuto, come giocatore e come amico».
Stefano Civeriati: «Anche se non ho fatto parte del gruppo che ha vinto la coppa quel trofeo lo sento un po’ mio. D’altronde quel Vicenza glorioso si è plasmato negli anni precedenti quando ancora giocavamo in serie C. È stato nostro il merito di aver aperto un ciclo importante e alcuni elementi della squadra del 1997 hanno imparato negli anni precedenti cosa significa sudare, fare fatica, lottare per raggiungere un traguardo importante. Quando hanno sollevato quella coppa mi è sembrato quasi di esserci».
Andrea Cecchini: «È stato bello trovarsi insieme dopo tutto questo tempo, inevitabilmente ci si era persi di vista e questa rimpatriata ci voleva proprio. Della mia esperienza a Vicenza conservo ancora splendidi ricordi e tornare al Menti mi ha emozionato, è stato come fare un salto nel passato».
Gino Sterchele: «Che giornata entusiasmante, quello era un gruppo davvero eccezionale al di là dei risultati sportivi ottenuti. Squadre così unite non se ne trovano in giro: la forza di quel Vicenza è stata proprio la coesione tra giocatori, allenatore, dirigenti e tifosi. Eravamo tutti compatti, tutti con un unico obiettivo. Per quanto mi riguarda non ho più trovato una squadra così».
Facendo un giro per le vie cmq sentiamo notizie che alle 00.00 verrà aperta l'arena aggratis e all'interna faranno uno spettacolo.... allora decidiamo di approfittarne.. non capita tutti i giorni di andare all'arena di Verona...
Sperando non sia uno spettacolo Che faccia venire un pa**e cosi ( ) ( ) entriamo e ovviamente ci sediamo in porti vicino all'uscita, nel caso faccia ca**re.
Faceva un fraddo cane... Ma finalmente alle 01.00 cominciano e scopriamo che a condurre la serata c'è Neri Marcorè e Gabriella Germani. é stato divertentissimo... Vi posto alcuni sketch ripresi col cel...
e poi neri marcorè ha fatto delle imitazioni favolore....
Ecco ligabue
e jovanotti
La prossima volta andateci... Fidatevi ciaoooooo alla prossimaaa
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